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martedì 31 agosto 2010

Il tunnel del Tempo

Il primo viaggio

Immune dalle emozioni provocate da una cruda verità fotografica per non averle vissute e privo dell'esperienza fatta in diretta, mi sono trovato in questi giorni di fronte, forse, alla più grande trepidazione della mia vita.
Il tempo coperto da cinquantasei anni è stato come chiuso e colmato.
Nei miei occhi esisteva solo ciò che era stato indotto dai racconti e dalle scarne ed impersonali immagini fotografiche, ma ad un tratto tutto si è materializzato. Il tempo ha preso corpo ed era lì; fissato nell'ultima posizione come in quel giorno fu fermato. Per giorni mi ero preparato a riunirmi a tale verità non vissuta, ma in presenza dell'immagine del tempo non ho potuto far nulla.
Di colpo mi sono ritrovato sbalzato, alla velocità dell'iperluce, nel tunnel del tempo sulle cui pareti erano proiettati, come in un film, migliaia di momenti, di ricordi, di avvenimenti, di emozioni e di sensazioni della mia vita e di quella dei miei cari. Pur viaggiando ad una velocità misteriosa mi è stato permesso di godere tutto quasi come se le scene si aprissero con la lentezza e la cadenza del tempo che conosco e che ha distinto il loro svolgersi.
Giorni e notti sono passati davanti ai miei occhi immersi in una luce che non era luce, in un buio che non era buio.
L'esperienza, con la quale avevo un appuntamento da sempre, si è presentata unendo, come ipotizzava Einstein, due universi paralleli o due punti dello stesso universo non ineluttabilmente distanti, ma unici nella loro singolarità.
L'emozione si è mostrata a lento rilascio ed oggi, mentre scrivo, mi sembra molto più forte di quando l'ho vissuta.
Proiettato nel tunnel con gli occhi sbarrati ho sentito la mente che si spopolava di tutto e, nel medesimo istante, che si iper affollava.
Cari amici tutto è relativo e l'iscrizione "Terribilis est locus iste" potrebbe essere tradotta liberamente in "Com'è terribile questa vita"!

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