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martedì 12 ottobre 2010

Uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà


Mi sono sempre chiesto il motivo per cui il mondo sia suddiviso in queste categorie di persone.

Se ben ricordo la divisione tra uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà è esposta nel "Giorno della civetta" di Sciascia e fatta pronunciare a Don Mariano Arena potente e spietato capomafia semianalfabeta.
In un mondo dove l'apparenza impera sulla virtù i veri uomini oggi sono rimasti in pochi anzi in pochissimi come sono anche molto pochi i mezzi uomini.
Dilagano invece gli ominicchi che sono in continuo aumento ed infine, ancor più giù, i Quaquaraquà …… che hanno scambiato il fare con il dire lasciando a se stessi l’unica alternativa della fuga quando li scopriranno.
Per questi il luogo di vita più adatto è l’ambientino degli amici degli amici nel quale vivono e si dibattono esercitandosi nel trasformismo che, da Costantino Imperatore in poi, percorre e contamina la nostra Società. L’antropologia illustrata dall’autore del “Giorno della civetta” ci permette quindi di capire come vanno le cose nel mondo quando il valore supremo non è più l’etica.

Come le oche i quaquaraquà depongo le uova (metaforicamente le loro scemenze quotidiane) imbastendo sogni e propositi degni dei fratelli Grimm per poi annoiarsi presto di tutto quindi anche di Voi. Cercate di prendere il largo prima che sia troppo tardi.
I sentimenti decisi e coraggiosi devono prendere posto speditamente e senza esitazione per rimbastire qualcosa che possa essere umanamente conveniente.
Tenetevi stretti i veri amici! 


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